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“Schegge d’Ossidiana” è un progetto musicale dedicato alle Eolie, ispirato dalle atmosfere che contraddistinguono ognuna delle sette perle del Tirreno.
Ogni brano nasce con una forma propria, come le schegge del tagliente vetro vulcanico, sfruttato da quasi settemila anni già dai primi abitanti, i quali si stanziarono a Lipari ed a Salina, nella vicina località di Rinella.
Nella mia sperimentazione musicale, accosto il dialetto rigorosamente eoliano alla lingua italiana, strumenti della tradizione popolare del sud (mandolino, chitarra folk, scacciapensieri, conchiglie…) con moderne sonorità elettriche, elettroniche, ma anche ricavate dall’ambiente naturale ( come le registrazioni effettuate sullo Stromboli durante un’eruzione).
Schegge d’Ossidiana lo si può anche immaginare come un’escursione, alla scoperta di quelle atmosfere e di quella natura spettacolare che si manifesta con tutta l'energia ed in tutte le sue forme contrastanti: l’acqua ed il fuoco vulcanico, il vento ed i vapori che fuoriescono dal sottosuolo,il bianco della pomice ed il nero dell’ossidiana... un viaggio, tra il reale e l'immaginario. Questi luoghi vulcanici ci attraggono ed esaltano la nostra fantasia, perché probabilmente in essi ci riconosciamo, forse per una corrispondenza con i nostri "luoghi interiori", altrettanto sconosciuti e inesplorabili nelle loro viscere, dove agiscono forze incontrollate e a volte imprevedibili.
Nell'abbaglio del sole ormai alto"navigammo fino all'isola chiamata Vulcana", che sboccia dal mare , tra il giallo di ginestre fiorite e dello zolfo..."al di là dell'orizzonte". Dopo questa profonda esplorazione, intanto sopraggiunge il crepuscolo e il sole scende fino a scomparire nel mare...ci addentriamo così in una macabra "Notti 'i pici"...il brano è un'invocazione alla luna affinché crescendo nel cielo, tenga lontano quei personaggi, ancora"vivi" nel fervido immaginario eoliano: folletti, serpenti dai lunghi capelli, streghe... L'alba ci ricompensa, offrendo alla nostra vista l'isola magica, la più antica: Filicudi, distesa in quel "mare su cui sei distesa a sognare". A lei ho dedicato il quarto brano" Ricompensa di una notte"...una ballata tra atmosfere nostalgiche. Esplode la vitalità sotto l'influsso della luna piena, con un ritmo accentato a tarantella... (danza tipica del meridione, che secondo la tradizione deriva dal morso della tarantola). "Plenilunio" è il brano ispirato da una serata estiva, mondana e stravagante,"con questi piedi nudi sopra la terra, a pestare questo ritmo che avanza", trascorsa nell'isola di Alicudi...la più selvaggia, meta privilegiata del turista che non ama la vacanza "normale". Tornando con la nostra imbarcazione verso est, approdiamo nell'isola dai mille colori,la prescelta dai grandi pittori :Panarea...qui passeggiare per le stradine che conducono a piccoli angoli di paradiso,al villaggio preistorico è davvero incantevole.
Di fronte a noi "Iddu"(lo Stromboli, seconda regia di Eolo), appare come un triangolo isoscele, col pennacchio di fumo "missu 'i latu", indicante della direzione del vento..."Si dice che fumi e boati predicano i venti"! "Venti" è il titolo che ho dato a questo brano dedicato allo Stromboli, che con le sue ritmiche e luminosissime eruzioni è il "faro del Tirreno".
Questo vulcano fu interessato circa 5 millenni or sono, da profondi sconvolgimenti, che determinarono gigantesche frane e di conseguenza onde di tsunamis disastrose, che si allargarono nel Tirreno.
Onde anomale, eruzioni vulcaniche sottomarine e la pirateria che imperversò fino al XVI secolo d.C., furono per il popolo eoliano,le gravi minacce provenienti dal mare…di essi parlo nel brano “ Curri ‘nta montagna”( ciòè allontanati dalla riva e fuggi verso le alture!).
Come Ulisse , lasciamo le Eolie a bordo della nostra metaforica imbarcazione, sospinti da "Il soffio di Eolo"... la canzone è un invito a conoscere, a riscoprire la nostra storia, la nostra cultura millenarie le nostre antichissime tradizioni.
E’ con tale auspicio, che dedico questo lavoro alle Isole Eolie.
Marco Manni
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