Al turista che visitando le Eolie, alla ricerca di una dimensione inedita e profonda (che forse mai trovera' tra le distrazioni di Agosto), non sfuggiranno oltre alle rare e indiscusse bellezze naturali, quell' intreccio fra l'arcaico e il moderno. Non a caso Lipari vanta circa 7000 anni di storia; le prime popolazioni medio orientali che si stanziarono dapprima nei pressi di Siracusa (Stentinello), raggiunsero di seguito la parte alta della nostra isola, chiamata Castiddaru Viecchiu (nella localita' di Quattropani), al riparo dalle eruzioni vulcaniche del settore nord-orientale di Lipari. Grazie al successo che riscosse l’Ossidiana, tagliente vetro vulcanico, Lipari conobbe un'era di grande splendore, anche per merito della privilegiata posizione geografica che poneva l'arcipelago al centro degli antichi scambi commerciali del mediterraneo, passanti per lo Stretto di Messina. Con l'avvento dei metalli, segui' un periodo oscuro di circa cinque secoli, fino al ripopolamento intorno al XXI secolo a.c. ad opera degli Eoli, di stirpe Pilia, discendenti del primo Eolo e provenienti dalle coste occidentali del Peloponneso. Il senso di arcaico che attraversa tuttora le Eolie, proviene dunque da molto lontano ed e' ancora vivo nella nostra gente nonostante gli effetti "livellanti " che globalizzazione, internet e altre tecnologie esercitano sul nostro stile di vita, minacciando la cultura autoctona e in definitiva il nostro essere isolani. Ma nell'Eolie si avverte qualcosa di piu' che proietta verso l'arcano; un alone di mistero reso piu' suggestivo dalla fantasia di poeti, filosofi e storici attraverso descrizioni nelle quali divinita' e miti venivano umanizzati. Secondo le credenze cristiane alto medioevali, i vulcani eoliani a causa della loro straordinaria e contemporanea attività (Stromboli, Vulcano, Forgia Vecchia di Lipari e monte Pilato) ero intesi come anticamera degli inferi; non bisogna stupirsi allora, se la gente delle eolie e' depositaria di un ricchissimo patrimonio di leggende, di racconti, che vede protagoniste svariate figure diaboliche.Questa dimensione sovrannaturale, “sopravvive” nonostante gli stravolgimenti socioculturali determinati soprattutto da un turismo intensivo. Il popolato immaginario collettivo eoliano è animato oltre che dai diavoli che abitano i crateri, anche da: folletti, majare a bordo di barche volanti, serpi dai capelli sciolti o dalle chiome formate a treccia (anime di parenti defunti), le apparizioni di nuvole cariche di spiriti maligni ( M. M. Maffei, Capelli di serpe; I confini irreali delle Eolie). La percezione di vivere in un luogo "magico" che nell'immaginario collettivo eoliano e' inteso come ponte tra il mondo reale e l'aldila', mi ha stimolato alla composizione di "Notti 'i pici ". Il brano ha un'ispirazione macabra che riaffiora dall’ inconscio piu' primitivo, quando, al crepuscolo il sole "tocca cielu e mari unn'e' ca sulu l'uocchiu po arrivari" e "luntanu e' n'autru juornu ora ca iddu scumpari".

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Al di la' dell'orizzonte

Notti 'i pici

Ricompensa di una notte

Plenilunio

Panarea

Venti

Il soffio di Eolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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