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Guardando da lontano lo Stromboli, lungo la direttrice est-ovest, è un perfetto triangolo isoscele; questo vulcano, che manifesta la sua tipica attività, da almeno 5000 anni, con ritmiche e frequenti esplosioni, sembrò agli antichi romani il loro Foro illuminato di fiaccole, tanto da essere stato ribattezzato “ Faro del Tirreno”.
Secondo la leggenda, fu la seconda dimora del re Eolo, dominatore dei venti, secondo re di Lipari (successore di Liparo, 1250 a.C.) e certamente il più antico “ricercatore” della storia eoliana: egli attraverso attente osservazioni vulcanologiche ed osservando le emissioni di quello stesso strumento naturale (lo Stromboli), riusciva a predire con largo anticipo, i venti che avrebbero spirato, nei giorni successivi.
Strabone vissuto nel I sec.d.C. riferisce che gli eoliani,osservando le emissioni del Gran Cratere di Vulcano (in intensa attività almeno dal IV millennio a.C.),fossero in grado di predire i venti che avrebbero soffiato nei due, tre giorni successivi, nonché le future eruzioni;quando soffia il vento da sud Vulcano appare immersa in una fitta nebbia che rende invisibile la Sicilia; col vento di tramontana dal Gran Cratere s'innalzavano fiamme gigantesche accompagnate da boati più intensi;il ponentino attenuava tali emissioni. Solinio e Plinio attribuiscono tale proprietà agli strombolani, che tutt'oggi asseriscono di riconoscere l'arrivo dello Scirocco, nell'intensificarsi dei boati. La ritmica attività esplosiva dello Stromboli è stata di certo di grande utilità per i navigatori di tutti i tempi, mentre il suo pennacchio di fumo, indica la direzione del vento.
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